Servizi
Cinque ambiti,
un solo interlocutore.
Ogni voce è un incarico a sé: si attiva quella che serve, quando serve, con un preventivo scritto e un perimetro chiaro.
Sicurezza sul lavoro › Sistemi di gestione › Affari regolatori › Formazione › HACCP ›
Area 01
Sicurezza sul lavoro
Gli obblighi del D.Lgs. 81/2008: l'incarico continuativo di RSPP, la valutazione dei rischi e la sicurezza in cantiere.
RSPP esterno
Il datore di lavoro che non può o non vuole assumere direttamente il ruolo deve nominare un Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione. Posso essere io.
L'incarico ha durata annuale e si rinnova. Comprende la gestione ordinaria di tutti gli obblighi che la legge mette in capo al servizio di prevenzione: l'individuazione dei fattori di rischio, le misure di prevenzione, i programmi di informazione e formazione, la riunione periodica prevista dall'art. 35 per le aziende sopra i quindici lavoratori.
In concreto significa: sopralluoghi programmati con verbale scritto, aggiornamento del documento di valutazione dei rischi a ogni cambiamento significativo, assistenza in caso di visita ispettiva e un numero di telefono a cui rispondere quando succede qualcosa.
- Designazione formale ai sensi degli artt. 31 e 32 del D.Lgs. 81/2008
- Sopralluoghi periodici concordati, ciascuno con verbale
- Convocazione e verbalizzazione della riunione periodica
- Rapporti con il medico competente e con il RLS
- Assistenza durante i controlli degli organi di vigilanza
Valutazione dei rischi
Il DVR è obbligatorio per ogni impresa che abbia anche un solo lavoratore, e non è delegabile: resta una responsabilità personale del datore di lavoro.
Lo costruisco partendo dal posto di lavoro, non da un modello. Un sopralluogo iniziale, l'osservazione delle lavorazioni come si svolgono davvero, la raccolta delle attrezzature e delle sostanze in uso; poi la valutazione di ogni rischio con un criterio dichiarato e ripetibile, e un piano di miglioramento con misure, responsabili e tempi.
Il documento comprende i rischi per gruppi omogenei di lavoratori, la valutazione dei rischi particolari — stress lavoro-correlato, movimentazione manuale dei carichi, rumore, vibrazioni, videoterminali — e i modelli di registrazione che servono per tenerlo vivo negli anni.
- Sopralluogo e analisi del ciclo di lavoro
- Valutazione per mansione e per gruppo omogeneo
- Piano di miglioramento con priorità e scadenze
- Modelli per consegna DPI, formazione e manutenzioni
- Aggiornamento a ogni modifica del processo produttivo
Rischio chimico
Dove si usano prodotti chimici, il Titolo IX chiede una valutazione dedicata. È un lavoro tecnico, distinto dal DVR generale.
Si parte dall'inventario reale delle sostanze e delle miscele presenti in azienda e dalle rispettive schede di dati di sicurezza, che vanno lette e verificate: capita spesso che siano scadute, incomplete o riferite a un prodotto diverso da quello che si usa. Da lì la stima dell'esposizione con il modello MoVaRisCh, il confronto con i valori limite di esposizione professionale e la scelta motivata dei dispositivi di protezione, guanti compresi — che non sono tutti uguali e vanno scelti per il tempo di permeazione della sostanza specifica.
Trattamento a parte per gli agenti cancerogeni e mutageni del Capo II, che impongono obblighi più severi: registro degli esposti, misure tecniche prioritarie, sorveglianza sanitaria.
Per chi le miscele pericolose non le usa soltanto ma le produce o le immette sul mercato, seguo anche il versante CLP: classificazione ed etichettatura, redazione e verifica delle schede di dati di sicurezza, notifica al centro antiveleni (PCN) e codice UFI in etichetta.
Sicurezza in cantiere
Ogni impresa che entra in un cantiere temporaneo o mobile deve consegnare il proprio Piano Operativo di Sicurezza prima di iniziare i lavori.
Redigo il POS secondo i contenuti minimi dell'Allegato XV, riferito a quel cantiere e a quelle lavorazioni: schede per ogni fase di lavoro, attrezzature e opere provvisionali impiegate, valutazione dei rischi propri dell'attività, misure di coordinamento con il Piano di Sicurezza e Coordinamento quando c'è un coordinatore per l'esecuzione.
Insieme al piano seguo anche il contorno che spesso blocca l'accesso al cantiere: la verifica dei requisiti dell'art. 90, la notifica preliminare, la documentazione richiesta dal committente e la patente a crediti.
Area 02
Sistemi di gestione
Qualità, ambiente, salute e sicurezza, dispositivi medici: costruire il sistema, portarlo al certificato e — soprattutto — tenerlo vivo negli anni.
Certificazione ISO 9001, 14001, 45001
Tre norme con la stessa ossatura: contesto, parti interessate, rischi e opportunità, processi, misura, miglioramento. Cambia l'oggetto — la qualità, l'ambiente, la sicurezza — non il metodo.
Il lavoro comincia con un'analisi dei divari fra quello che l'azienda già fa e quello che la norma chiede. Quasi sempre la distanza è minore di quanto si teme: le imprese che lavorano bene hanno già i processi sotto controllo, semplicemente non li hanno scritti. Da lì si progetta il sistema — politica, analisi del contesto, mappa dei processi, indicatori, procedure e moduli — evitando la trappola classica: un manuale che descrive un'azienda ideale, diversa da quella che poi l'auditor trova in reparto.
Seguo poi tutto il ciclo: formazione delle persone coinvolte, audit interni, riesame della direzione, gestione delle non conformità e delle azioni correttive. E vi accompagno durante l'audit dell'ente di certificazione, gestendo i rilievi fino alla chiusura.
Gli audit interni li conduco personalmente, con qualifica di Lead Auditor per tutte e quattro le norme che seguo, e allo stesso modo gli audit di seconda parte sui fornitori, quando è l'azienda a dover verificare chi la rifornisce. Un audit interno fatto sul serio è la cosa che più di ogni altra fa arrivare tranquilli alla verifica dell'ente: i rilievi si trovano quando c'è ancora tempo per chiuderli.
Dove serve, il sistema si estende alle norme di prodotto e di processo — per esempio la ISO 3834 sulla qualità in saldatura e la EN 1090 per le strutture in acciaio, che per una carpenteria metallica non sono un di più ma la condizione per lavorare.
- ISO 9001 — sistema di gestione per la qualità
- ISO 14001 — sistema di gestione ambientale, con analisi degli aspetti e degli impatti
- ISO 45001 — salute e sicurezza sul lavoro, integrata con il DVR e con la partecipazione dei lavoratori
- Sistemi integrati, con documentazione unica invece di tre corpi paralleli
- Mantenimento negli anni: verifiche di sorveglianza annuali e rinnovo del certificato
EMAS e prestazione ambientale
EMAS chiede un passo in più della ISO 14001: rendere pubblici i propri dati ambientali e farli convalidare da un verificatore accreditato.
Il percorso previsto dal Regolamento (CE) 1221/2009 parte dall'analisi ambientale iniziale del sito — consumi, emissioni, rifiuti, scarichi, sostanze, situazioni di emergenza — e dalla verifica puntuale della conformità legislativa, che in EMAS va dimostrata, non dichiarata. Segue il sistema di gestione vero e proprio e la dichiarazione ambientale, il documento pubblico in cui l'organizzazione espone obiettivi e risultati con indicatori confrontabili nel tempo.
Mi occupo dell'analisi, della redazione della dichiarazione e della preparazione alla visita del verificatore, oltre agli aggiornamenti annuali che la registrazione richiede per restare valida. È un percorso che ho seguito dall'inizio alla registrazione ottenuta, e che sto seguendo su un secondo sito.
ISO 13485 e qualità nel medicale
Per un fabbricante di dispositivi medici o diagnostici in vitro il sistema qualità non è una scelta commerciale: è un obbligo dei Regolamenti europei, e la ISO 13485 è il modo normale di soddisfarlo.
Rispetto alla ISO 9001 cambia l'impostazione: qui contano il controllo della progettazione, la gestione del rischio secondo la ISO 14971, la tracciabilità di ogni lotto, il controllo dei processi speciali e una gestione documentale rigorosa, dove ogni revisione di un documento ha una storia ricostruibile.
Seguo la costruzione e il mantenimento del sistema: procedure e istruzioni operative, registrazioni di produzione e controllo qualità, qualifica dei fornitori, gestione dei reclami e delle non conformità, sorveglianza post-commercializzazione e vigilanza.
Sono qualificato come Lead Auditor ISO 13485 e come auditor di programma MDSAP, lo schema che permette a un fabbricante di soddisfare con un unico audit i requisiti di più autorità regolatorie extra-europee: una qualifica che si traduce, per il cliente, in audit interni condotti con lo stesso metro con cui verrà valutato.
Area 03
Affari regolatori
Dispositivi medici e diagnostici in vitro: la documentazione che porta un prodotto sul mercato europeo e ce lo mantiene.
Marcatura CE: MDR e IVDR
I Regolamenti (UE) 2017/745 e 2017/746 hanno alzato l'asticella per tutti: fascicoli più corposi, evidenze cliniche e di prestazione più solide, sorveglianza continua dopo la vendita.
Redigo e tengo aggiornati i fascicoli tecnici secondo gli Allegati II e III: descrizione e classificazione del dispositivo, requisiti generali di sicurezza e prestazione, gestione del rischio, verifica e convalida, valutazione clinica o delle prestazioni. Insieme al fascicolo curo tutto quello che accompagna il prodotto fuori dall'azienda — istruzioni per l'uso, schede tecniche, etichette conformi alla ISO 15223-1, codici UDI e relativi codici a barre, dichiarazioni di conformità — e le registrazioni richieste dalla banca dati europea.
È l'area in cui lavoro quotidianamente per un fabbricante di dispositivi diagnostici: dalla stesura dei documenti alla loro tenuta nel tempo, comprese le revisioni che ogni modifica di prodotto o di normativa porta con sé.
- Fascicoli tecnici MDR e IVDR, e loro aggiornamento
- Istruzioni per l'uso, schede tecniche e materiale informativo
- Etichettatura, simboli ISO 15223-1 e codifica UDI
- Dichiarazioni di conformità e rapporti con l'organismo notificato
- Sorveglianza post-commercializzazione e gestione delle revisioni
Area 04
Formazione
I corsi obbligatori per lavoratori, preposti e dirigenti, tenuti in aula da chi in azienda ci entra davvero.
Formazione
La formazione dei lavoratori non è un adempimento formale: è la misura di prevenzione che gli organi di vigilanza controllano per prima.
Organizzo ed eroguo i percorsi previsti dall'Accordo Stato-Regioni per lavoratori, preposti e dirigenti, compresi gli aggiornamenti quinquennali, con registro delle presenze e attestato nominativo per ciascun partecipante. I contenuti vengono adattati alle lavorazioni dell'azienda: la formazione generica si dimentica il giorno dopo.
Per i corsi che richiedono abilitazioni particolari — antincendio, primo soccorso, attrezzature dell'Accordo del 2012 — mi occupo della programmazione e del coordinamento con i soggetti formatori autorizzati.
Alle spalle ho oltre novecento ore di docenza documentate dal 2022 e i requisiti di formatore per la sicurezza previsti dal Decreto Interministeriale del 6 marzo 2013.
Area 05
HACCP e igiene degli alimenti
Il piano di autocontrollo, la formazione degli addetti e i controlli di laboratorio che ne dimostrano l'applicazione.
HACCP e igiene degli alimenti
Chi produce, trasforma o somministra alimenti deve avere un piano di autocontrollo basato sui principi HACCP, e deve dimostrare che quel piano viene applicato davvero.
Redigo il manuale di autocontrollo sull'attività reale dell'azienda: diagramma di flusso delle lavorazioni, analisi dei pericoli biologici, chimici e fisici, individuazione dei punti critici di controllo con i relativi limiti, monitoraggi, azioni correttive e schede di registrazione. Insieme al manuale viene la formazione degli addetti, che è l'altra metà dell'obbligo.
Mi occupo poi dei controlli interni che il manuale stesso prescrive: eseguo tamponi di superficie e campionamenti su prodotti, attrezzature e ambienti di lavorazione, li invio a un laboratorio accreditato per la ricerca dei microrganismi indicatori e patogeni, e redigo il verbale di campionamento e la valutazione dei risultati. È la prova documentale che le procedure funzionano — quella che l'organo di controllo chiede per prima quando entra.
- Manuale di autocontrollo e schede di registrazione
- Formazione degli addetti alla manipolazione degli alimenti
- Tamponi di superficie e campionamenti, con verbale
- Analisi presso laboratorio accreditato e lettura dei referti
- Revisione del piano a ogni modifica di processo o di menù
Non sai da dove cominciare?
È la domanda più frequente, e la risposta cambia da azienda ad azienda. Chiama: capiamo insieme che cosa ti manca.